Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande

Foto del Complesso Monumentale del San Michele a Ripa Grande, Roma

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La storia del Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande, oggi sede di molti uffici del Ministero della Cultura (Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Direzione Generale Musei, Direzione Generale Archivi, Direzione Generale Creatività ContemporaneaDirezione Generale Sicurezza del Patrimonio Culturale, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Istituto Centrale per il RestauroIstituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library e Segretariato Regionale del Ministero della cultura per il Lazio), investe un arco temporale che va dal 1686 al 1834 con vicende costruttive discontinue.

 

Nel corso dei secoli XVI e XVII, il problema della mendicità e del vagabondaggio – in Italia come nel resto d’Europa – costituiva un fenomeno talmente vasto da rendere necessaria la costituzione di organizzazioni stabili di mendicanti, legalmente riconosciute. Contestualmente, le autorità tentavano di arginare il problema attraverso l’emanazione di misure repressive, tendenti alla reclusione coatta di tutti coloro che fossero risultati inabili al lavoro. In questo contesto, nella Roma papale, si inserì l’iniziativa di Sisto V che nel 1587 fondò, presso Ponte Sisto, l’Ospizio dei Cento Preti con finalità assistenziali. Tale iniziativa si rilevò tuttavia inadeguata rispetto alla gravità del problema e l’Istituto si trasformò ben presto in semplice Ospedale. Altre iniziative del genere nacquero nei decenni successivi. Una di queste fu la creazione nel 1673 del Conservatorio dei Ragazzi, destinato al ricovero e alla rieducazione dei giovani orfani e bisognosi; fu istituito da Tommaso Odescalchi a Piazza Margana e trasferito poi a Ripa Grande, dove nel 1686 sorse il primo embrione di quello che sarebbe stato l’Ospizio Apostolico del San Michele.

 

Il primo nucleo del Complesso del San Michele fu infatti costruito tra il 1686 e il 1689 su progetto di Carlo Fontana e Mattia de’ Rossi sotto il pontificato di Innocenzo XI Odescalchi. Comprendeva un corpo di fabbrica a quattro piani prospiciente il Lungotevere, dotato di due ali basse racchiudenti anche il Conservatorio e il Cortile dei Ragazzi.

 

Fu con il pontificato di Innocenzo XII Pignatelli che si ebbe una svolta sostanziale nell’affrontare i problemi assistenziali, con un piano organico che si proponeva la rieducazione dei giovani attraverso un avviamento di tipo professionale. Nel 1693 decise infatti di riorganizzare l’assistenza pubblica di Roma, cominciando con il raccogliere in un’unica istituzione e in un unico luogo i giovani orfani bisognosi e progettando di concentrarvi anche le altre categorie di poveri assistiti che erano all’epoca collocati a Ponte Sisto e al Palazzo Lateranense. Delle quattro categorie coinvolte, la prima era quella de’ poveri vecchi, la seconda quella delle miserabili vecchie, la terza quella dei poveri ragazzi e infine la quarta delle povere zitelle orfane

 

Il programma di Innocenzo XII diede notevole impulso al Complesso del San Michele, che nel volgere di 35 anni raggiunse quasi i due terzi dell’attuale sviluppo. Le vicende costruttive ebbero per altro un corso estremamente tormentato, caratterizzato da frequenti ripensamenti progettuali e lunghi periodi di stasi che protrassero a dismisura i tempi di realizzazione del Complesso, che vide il suo completamento solamente 150 anni dopo il suo inizio, circostanza questa che fa del San Michele un insieme architettonicamente frammentario, in contrasto con l’unitarietà formale della lunga e ritmata facciata sul Lungotevere di Ripa Grande.

 

Nel 1701, per iniziativa di Papa Clemente XI Albani, sempre su progetto del Fontana, fu iniziata la costruzione del Carcere Maschile, che fu terminato nel 1704. Nel 1708 iniziò l’ampliamento della fabbrica dall’altro lato, verso la Chiesa di Santa Maria dell’Orto, per edificare un ospizio per i vecchi e uno per le vecchie, un cortile destinato a servizi, una grande chiesa e inoltre dormitori e stenditoi, sopraelevando i cinque corpi di fabbrica. Furono quindi edificati la Chiesa dedicata alla Trasfigurazione, la Chiesetta della Madonna del Buon Viaggio e il nuovo corpo di fabbrica di fronte alla Porta Portese adibito a magazzini da affittare. Sempre sul lato a sud venne prolungata un’ala verso la dogana, dove vennero istituiti l’Arazzeria e una Scuola elementare di belle arti.

 

Alla morte di Carlo Fontana (1714) la direzione dei lavori passò all’architetto Nicola Michetti, cui si deve la realizzazione del prospetto modulare sul Lungotevere.

 

Nel 1734 Clemente XII affida a Ferdinando Fuga la costruzione del Carcere Femminile, da edificare sul lato prospiciente Piazza di Porta Portese, collegato all’Ospizio dei Fanciulli dalla Caserma dei Doganieri, un ulteriore corpo di fabbrica più basso, destinato a magazzini e caserme per la dogana, per costituire ulteriori spazi di servizio e fonti di rendita.

 

Nel 1790 Papa Pio VI Braschi commissionò a Nicolò Forti un edificio destinato a ospitare le zitelle del Conservatorio di San Giovanni in Laterano, ultimato nel 1796.

 

Tra il 1831 e il 1834 l’architetto Luigi Poletti costruì due bassi corpi di fabbrica adibiti a laboratori, per la lavorazione dei marmi e dei metalli, nella zona compresa tra il Carcere Maschile e il Lungotevere. Poletti fu anche insegnante nell’Istituto, e costruttore di una ruota idraulica destinata a cavare acqua (potabile) dal pozzo dell’Istituto e completò i lavori della Chiesa Grande.

 

Nel corso del XIX secolo, il Complesso del San Michele mantenne la propria funzione, oltre che come luogo di ricovero, soprattutto come sede di attività artigianali. Nel 1830 Monsignor Antonio Tosti assunse la presidenza dell’Istituto sviluppando le scuole d’arti liberali.

 

Con l’Unità d’Italia iniziò per il San Michele un inevitabile declino, dovuto alla cessazione dei benefici papali e alla progressiva chiusura delle scuole d’arti. Nel giro di un trentennio gli edifici – occupati nel periodo bellico e postbellico da militari e sfollati – decaddero, fino al crollo dei tetti e degli impianti.

 

L’immobile fu acquisito dallo Stato nell’agosto 1969 e destinato a sede dell’allora Direzione Centrale Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione (entrata poi a far parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, istituito nel 1975). Vennero avviati così i lavori di consolidamento e restauro nel dettaglio: nel 1970 venne istituita la Commissione di studio sul degrado strutturale e architettonico del Complesso; nel 1972 venne decisa la chiusura del Carcere minorile e il suo trasferimento a Casal del Marmo; nel 1973 iniziarono i lavori di consolidamento e restauro; nel 1981 venne inaugurata la Sala dello Stenditoio quale sala convegni; nel 1983 si trasferì nel San Michele l’Ufficio Centrale per i Beni Ambientali, Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici e per gli Istituti e Servizi Culturali; nel 1987 fu emanato il Decreto di assegnazione degli spazi a vari uffici dell’allora Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (l’attuale Ministero della Cultura).

 

Per maggiori informazioni sul Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande consultare il sito della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

 

Per approfondimenti: L’ex Istituto San Michele, a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Roma – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Betagamma, Viterbo 2004

 

Il Complesso è aperto al pubblico gratuitamente, con visite guidate, durante le Giornate Europee del Patrimonio.