Futuro Periferie

L’8 giugno 2017, presso il complesso ex Cerimant (Via Prenestina 931, Roma), con una grande adesione di pubblico si è svolto il convegno “Futuro Periferie. La cultura rigenera” alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini.

 

Il convegno è stato organizzato dalla DGAAP (precedente acronimo dell’attuale Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Difesa e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni, l’ANCI e il CNAPPC.

 

Obiettivo del convegno è stato quello di presentare un viaggio nel presente e nel futuro delle periferie urbane italiane, in cui la potenza della cultura intende demolire i muri del degrado rigenerando il capitale sociale, per stabilire un nuovo legame tra i cittadini. Sono state presentate realtà locali in cui approcci innovativi associati a politiche di sviluppo scommettono sulla cultura come pilastro per costruire il rilancio delle città. Amministratori ed esperti si sono confrontati sullo stato dell’arte, sui modelli più efficaci e sulle prospettive più concrete per costruire il cambiamento e riscrivere il destino delle periferie.

 

L’obiettivo è stringere il focus sulle modalità innovative di produzione di beni e servizi che valorizzano la cultura come leva per attivare nuove forme di imprenditoria dal basso, connettendo le reti formatesi in diversi contesti. Analizzare le politiche in atto assumendo diversi punti di vista: le caratteristiche progettuali, i modelli economici, le dinamiche organizzative. Partire da domande fondamentali cercando risposte condivise: il valore della cultura nelle periferie, cosa insegnano le più importanti esperienze nazionali in merito? Come potenziare il ruolo dei progetti culturali rispetto alle strategie di rigenerazione delle periferie urbane? Temi strategici, pianificazioni necessarie, scelte complesse. Il miglior modo per trovare soluzioni passa attraverso il confronto delle esperienze, una sorta di mappatura delle tante azioni intraprese con successo in questi anni, e delle difficoltà incontrate. Una panoramica delle prospettive, cercando di interpretare il futuro all’insegna della collaborazione tra istituzioni e associazioni, i soggetti più importanti coinvolti nei progetti di rigenerazione urbana.

 

Troppo spesso i problemi, il degrado fisico e le contestuali criticità sociali, oltre che la scarsa e scadente dotazione di attività economiche e servizi, caratterizzano molte periferie italiane. Intercettare e sfruttare i flussi di risorse di varia natura, stabilire nuove relazioni tra questi luoghi e il resto della città, è prioritario, per tutti. Che fare dunque? Da dove partire per trasformare il contesto esistente? Le esperienze in Europa e in Italia confermano chiaramente come la componente culturale rivesta un ruolo sempre più rilevante delle politiche di sviluppo urbano. Perciò è di particolare interesse valutare con quali modalità si possano riutilizzare gli spazi in chiave progettuale e con quale mix funzionale. Mettere al centro delle azioni di valorizzazione il capitale sociale e territoriale, anche in chiave multiculturale. Stabilire processi di sviluppo economico locale e modalità di collaborazione tra gli attori e le strutture di governance. Temi all’ordine del giorno che grazie al convegno “Futuro Periferie” troveranno ampio spazio di approfondimento e discussione, tra esperti e amministratori che illustreranno le esperienze più interessanti da sviluppare nelle periferie italiane più in difficoltà.

 

Il convegno è stato preceduto da tre seminari, parte integrante di esplorazione di spazi trasformati, abilitati, esempi virtuosi di nuovi modelli di urbanità: un percorso a tappe preparatorio dell’evento programmato a giugno, organizzati in tre città, Catania, Parma e Novara, da sud a nord, per condividere e approfondire iniziative capaci di promuovere la rigenerazione delle parti più in difficoltà delle nostre città, con limitate risorse pubbliche. L’occasione inoltre per valutare l’attuale organizzazione dei rapporti tra gli attori coinvolti nella rigenerazione urbana, le dinamiche organizzative, i contributi portati allo sviluppo dei processi, dall’alto e dal basso, per individuare con esattezza “chi fa che cosa” e definire modelli operativi standard.

 

Futuro Periferie – Programma
Futuro Periferie – Video introduttivo

Futuro Periferie – Video con intervento del Ministro Franceschini
Futuro Periferie – Video del convegno – Sessione mattutina
Futuro Periferie – Video del convegno – Sessione pomeridiana 1
Futuro Periferie – Video del convegno – Sessione pomeridiana 2

 

Contributi video extra

 

Intervista al Ministro Dario Franceschini

Federica Galloni: “Reinventare la città con criteri innovativi”

Esmeralda Valente: “Ascolto e confronto con innovatori culturali”

Paolo Cottino: un nuovo modo di progettare la città multifunzionale

Ezio Micelli: produrre nuove economie e società

Andrea Mariotto: i protagonisti della rigenerazione e le istanze dal basso

Florinda Saieva: “La cultura accende la crescita”

Cristina Alga: “Modelli di divulgazione culturale”

Paolo Verri: “Rigenerazione urbana basati su neuroni e mattoni”

Consuelo Nava: “Le periferie sono una opportunità”

Claudio Bertorelli: “La cultura è l’ultimo manipolatore di senso”

Andrea Capaldi: come creare luoghi dove la cultura sia protagonista

Anna Chiara Altieri: l’esperienza di ATIR Teatro Ringhiera

Vito Landillo: “Ecco come abbiamo rigenerato il mercato di Lorenteggio”

Antonio Dell’Atti: FabriQ per riscattare Quarto Oggiaro

Giovanna Segre: i modelli culturali di rigenerazione urbana

Nadia Fulco: “Il Teatro Ringhiera a Milano in relazione coi cittadini”

Luca Garibaldo: la rigenerazione del mercato di Lorenteggio a Milano

Giovanni Campagnoli: “La cultura crea nuovi lavori”

Roberto Tognetti: “A Casa Bossi rigeneriamo la bellezza”

Periferie rigenerate, esempi virtuosi a Novara e Milano

Le periferie rigenerate e gli edifici recuperati a Parma

Roberta Franceschinelli: “Nuovi modelli per la rigenerazione urbana”

Il CUBO a Parma: dialogo creativo tra varie realtà professionali

Paolo Testa: “Oggi più attenzione ai contenuti che riempiono gli spazi”

Valentina Montalto: “La cultura genera occupazione e crescita”

Barbara Catalani: “La cultura è alla base di tutti i processi rigenerativi”

Michele Alinovi: “Fame di cultura, che determinare coesione sociale”

Tassi Carboni: “La vocazione del WOPA per ascoltare la città di Parma”

Roberta Fusari: “La rigenerazione urbana deve nascere dal basso”

Vittorio Salmoni: “La cultura è un attivatore dell’economia”

Riqualificazione del quartiere Montanara: il Distretto del Cinema

“Ciak si rigenera”: Parma, la cultura è leva di rigenerazione urbana

I progetti delle associazioni catanesi di Librino e San Berillo

Le periferie rigenerate di Catania e Palermo