Oltre la vita delle forme

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Il progetto “Oltre la vita delle forme“, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura in collaborazione con la Fondazione MAXXI di Roma, prevede la realizzazione di un video documentario della durata di 60 minuti per raccontare due capolavori riconosciuti dell’architettura italiana quali la Tomba Brion di Carlo Scarpa e il Cimitero di San Cataldo di Aldo Rossi.

 

Il racconto per immagini in movimento è concepito come possibile progetto pilota potenzialmente espandibile in futuro, volto alla definizione di un viaggio attraverso il “paesaggio” italiano per scoprire, riscoprire, ritrovare, svelare alcune opere architettoniche del ‘900 italiano, testimonianze dell’ingegno degli architetti, segni permanenti che hanno disegnato e trasformato il paesaggio urbano e naturale del nostro Paese. Infatti queste opere, oltre che a raccontare le personalità degli architetti stessi e le tendenze e le correnti del pensiero e della cultura architettonica, raccontano al tempo l’Italia, la sua identità culturale, la storia, la socialità e gli avvenimenti sociali e culturali che l’hanno trasformata durante il secolo scorso: una storia fatta di architetture quindi, che fonde e mescola visioni, talenti e percorsi personali con la storia collettiva.

 

Questo progetto, coerentemente con i presupposti del Censimento delle Architetture italiane del secondo Novecento promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea, vuole essere uno strumento di valorizzazione dell’Architettura italiana della seconda metà del XX secolo e al tempo stesso un modo per raccontare l’Italia.

 

Produzione: Movie Movie
Soggetto, Sceneggiatura, Regia: Francesco Conversano, Nene Grignaffini
Consulenza scientifica: Guido Beltramini, Alberto Ferlenga
Anno: 2021
Formato: XDCAM HD

 

L’approccio – e conseguentemente la forma e il racconto del  documentario – segue un percorso non di tipo strettamente storiografico e non esclusivamente architettonico, ma di tipo visivo e impressionistico, in una forma narrativa che inquadra le opere indagate in una dimensione culturale globale. La forma del racconto quindi seguirà un filo narrativo che predilige il percorso visivo e parallelamente costruirà uno stretto “intreccio” di parole e frammenti di testi letterari sviluppando così un inedito percorso interpretativo ed emozionale dell’opera scelta. I frammenti di opere narrative, le citazioni letterarie, le memorie, le biografie e le autobiografie, oltre che gli appunti e i frammenti di diari sull’opera stessa, attraverso la voce narrante fuori campo, costruiranno una narrazione “impressionista”.

 

Le due opere oggetto del documentario sono coeve: il Cimitero di San Cataldo è del 1971-1978, la Tomba Brion è stata realizzata tra il 1970 e il 1978. Le due opere, che hanno in comune solo il tema della morte, sono concepite e realizzate in forme estremamente distanti, come i due architetti che le progettarono, Aldo Rossi e Carlo Scarpa.

 

Se il cimitero di Modena di Aldo Rossi è una scenografia immobile, surreale e metafisica, la Tomba Brion è un luogo pieno di segni, linee, simboli e frammenti, un quadro e un luogo di meditazione. Due opere figlie dello stesso tempo ma di due talenti lontanissimi tra di loro. Nel documentario dedicato ai due cimiteri, le immagini dialogano con le parole, quelle dei frammenti di diari e delle riflessioni dei due autori, ma anche dei frammenti delle parole che raccontano i due luoghi, la cultura emiliana con i suoi autori come il poeta Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani, Giovanni Guareschi, Antonio Delfini, Edmondo Berselli e la letteratura veneta con le parole di scrittori come Dino Buzzati, Giovanni Comisso, Ferdinando Camon, Goffredo Parise, Mario Rigoni Stern. Poi le parole appartenenti alla cultura cimiteriale, da quella dei cimiteri ebraici (pensando all’antico cimitero di Costa a Modena) ai “labirinti letterari” di Borges e soprattutto alla cultura dell’acqua (se pensiamo ai segni e ai dettagli della Tomba Brion). Se Aldo Rossi, nel cimitero di San Cataldo, vuole trasformare l’evento architettonico in un fatto corale, al fine di consolidare l’ethos della comunità, intendendo il cimitero come istituzione di tutti, Carlo Scarpa con la Tomba monumentale Brion di San Vito d’Altivole celebra l’epos di una famiglia di imprenditori. Tanto è etico il primo, tanto è figurativo il secondo; una committenza pubblica per Modena (“la polis”), privata la seconda (“il principe”).

 

Il documentario “Oltre la vita delle forme”, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, è stato inserito nel programma di Risonanze, progetto collegato alla Festa del Cinema di Roma 2021. La proiezione, alla presenza dei registi, è prevista nell’Auditorium del Museo MAXXI a Roma venerdì 15 ottobre 2021 alle ore 16:00.