Un’Opera per il Castello – Edizione 8

Fotografia dell'opera vincitrice del bando 'Un'opera per il castello'

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Il bando per l’ottava edizione del concorso Un’Opera per il Castello è rivolto a giovani artisti tra i 21 e i 40 anni, per la selezione di un progetto artistico site-specific destinato agli spazi esterni di Castel Sant’Elmo a Napoli. Il concorso è promosso dalla Direzione Regionale Musei Campania con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

Il tema di questa edizione è Chiusi dentro, chiusi fuori. Come salvarsi insieme, come ricostruire comunità. Cosa ci lascerà questa crisi? La scelta del tema di quest’anno non poteva prescindere dalla grande crisi, sanitaria ma anche economica e sociale, che ha colpito tutto il pianeta, facendo saltare improvvisamente tutte le certezze individuali e collettive e mettendo in discussione i paradigmi interpretativi e gli strumenti culturali di questo nostro tempo. Obbligati alla separazione e al distanziamento fisico, abbiamo rinunciato a molti diritti individuali a fronte di un bene superiore e collettivo, preservare la salute di tutti.

 

Solitudine, divieti e prescrizioni si sono incisi sui nostri corpi e sui nostri linguaggi: abbiamo perso ogni abitudine al contatto, che sfuggiamo quasi con paura, non ci si abbraccia più. Dietro le mascherine scompaiono i volti, luogo privilegiato dell’espressione dei sentimenti e delle emozioni. Chiusi dentro, chiusi fuori, i corpi si contraggono su loro stessi, senza possibilità di interagire con altri corpi, se non nel limitato ambito degli affetti più stretti. Durante la chiusura serpeggia tra le persone, più isolate, insicurezza per il futuro e si vivono momenti di sospensione e di inquietudine, ma questa condizione può anche insegnarci qualcosa in termini personali e collettivi, nessuno si salva da solo. Si concretizzano così gesti di solidarietà e azioni di condivisione verso chi ha meno di noi e si avverte il bisogno di vivere insieme l’esterno, quello delle città o dei paesaggi immersi nella natura. Le crisi contengono, infatti, potenzialità da cogliere e possibilità di riflessione. Forse la normalità di prima non era così giusta, così ottimale. Forse la normalità di prima non tornerà più, e potremo progettare una “nuova normalità” più giusta, meno diseguale, più umana.

 

Al vincitore, selezionato da una giuria di esperti, viene assegnato un premio di € 10.000,00 finalizzato alla realizzazione dell’opera, che entrerà a far parte della collezione permanente di Castel Sant’Elmo – Novecento a Napoli. L’opera vincitrice sarà inaugurata con un’esposizione finale insieme ai progetti dei dieci finalisti, compatibilmente con le misure di contenimento Covid-19. Il catalogo dell’ottava edizione documenterà l’opera vincitrice, le biografie degli artisti finalisti e i loro progetti.

 

Per maggiori informazioni sul bando, visitare il sito web dedicato al concorso: www.polonapoli-projects.beniculturali.it

 

Scadenza delle domande: 18 febbraio 2021 (prorogata al 18 marzo 2021 ore 12:00)

 

Un’Opera per il Castello – Edizione 8 – Bando
Un’Opera per il Castello – Edizione 8 – Com. Stampa di lancio 18.12.2020 
Un’Opera per il Castello – Edizione 8 – Com. Stampa di proroga 15.02.2021

 

IL PROGETTO VINCITORE

 

Tra i 182 progetti dei giovani artisti ammessi alla selezione del progetto artistico site-specific destinato agli spazi esterni di Castel Sant’Elmo a Napoli, la giuria all’unanimità ha riconosciuto vincitrice dell’ottava edizione del concorso Letizia Calori, con l’opera Stringimi prendimi abbracciami toccami tienimi.

 

Stringimi prendimi abbracciami toccami tienimi è un’installazione luminosa appositamente pensata per essere posizionata all’interno delle nicchie delle mura esterne di Castel Sant’Elmo, mettendo in relazione l’architettura, l’involucro esterno di Castel Sant’Elmo, con il suo interno, creando un gioco di rimandi comunicativi e linguistici, che posano l’attenzione sulla storia del Castello e sottolineano il rapporto di reciproca necessità che c’è tra opera, artista e pubblico. L’opera Stringimi prendimi abbracciami toccami tienimi propone un contrasto tra la l’intimità della frase citata e la sua collocazione. Le mura esterne sono il primo impatto che si ha con il castello, il suo involucro, la sua pelle. Quello che si mostra a chi lo guarda da lontano. La frase riporta ad una dimensione privata, un messaggio indirizzato a qualcuno da parte di qualcuno, una serie di voci luminose che sussurrano attraverso le feritoie delle mura del castello creando una connessione personale con chi guarda. Allo stesso tempo l’opera si propone come messaggio collettivo, luminoso e visibilissimo. Il colore del neon blu elettrico e la scelta del materiale sono un chiaro riferimento al fenomeno atmosferico del Fuoco di Sant’Elmo. Una scarica luminescente provocata dalla ionizzazione dell’aria durante un temporale, all’interno di un forte campo elettrico. L’azoto e l’ossigeno ionizzati producono il caratteristico blu-violetto del fenomeno, molto simile a quello che si produce nei tubi al neon. Dopo un anno passato senza arte, senza musica, senza momenti collettivi, come dei fulmini nella tempesta le parole Stringimi prendimi abbracciami toccami tienimi possano essere di buon auspicio e riportare l’attenzione alla necessità di vicinanza, di tocco e di ascolto, di contatto e di dialogo necessari per far si che l’arte esista.

 

La giuria – composta da Marta Ragozzino, Direttore Regionale Musei Campania (Presidente); Onofrio Cutaia, Direttore Generale Creatività Contemporanea; Anna Maria Romano, Direttore Castel Sant’Elmo; Angela Tecce, Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee; Renato Lori, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; Stefania Zuliani, docente Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale dell’Università di Salerno; Marianna Agliottone, curatrice, studiosa dei fenomeni del collezionismo e dell’economia dell’arte; Leonardo Caffo, Filosofo – ha premiato il progetto per “il valore artistico e per aver centrato e sviluppato il tema del Concorso “Chiusi dentro, chiusi fuori. Come salvarsi insieme, come ricostruire comunità. Cosa ci lascerà questa crisi?”. La vincitrice ha declinato il tema del concorso attraverso un invito e un auspicio al ritorno ad una dimensione intima in cui il contatto tra persone torni ad essere una possibilità di condivisione, dopo un lungo periodo di distanziamento fisico, sociale, emotivo dovuto alla pandemia. Le alte e possenti mura del castello, su cui si stagliano le parole del titolo dell’opera in lettere al neon, divengono in tal modo lo spazio di una comunicazione intima ma diretta, rivolta soprattutto a chi è all’esterno della fortezza stessa, alimentando un moto di scambio tra il dentro e il fuori”.

 

Come previsto dal bando la giuria ha selezionato anche i 10 finalisti: Edoardo Aruta, Cuntrora;  Fabrizio Bellomo, Il Pozzo dei Desideri; Paolo Bini, Riflesso esperienziale; Collettivo DAMP,  Borderline; Emmanuele De Ruvo, La distanza che ci unisce; Nicola Guastamacchia, Il resto (di niente) siamo noi; Roberto Pugliese, Tattili onde comuni; Ivano Troisi, Verso il Mare e le Terre; Virginia Zanetti, Il tempo di un respiro/ 9 marzo 2020; Duo ZingarelloPujia, Aura.